Alberto Ziveri

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Nasce a Roma nel 1908 e si forma presso la scuola serale di Arti ornamentali del San Giacomo, dove studia con Antonino Calcagnadoro. Nel 1928 esordisce con dei disegni alla XCIV Esposizione della Società Amatori e Cultori di Belle Arti. Agli inizi degli anni Trenta fa parte della nuova generazione artistica che, con Corrado Cagli, Renato Guttuso, Pericle Fazzini, Afro e Mirko Basaldella, gravita intorno alla Galleria di Dario Sabatello che nel 1933 gli organizza la prima personale. Da questo momento prende parte a tutte le più importanti esposizioni in Italia e all'estero. Nel 1938 alla XXI Biennale di Venezia avviene il suo esordio realista, che concorre ad aprire una nuova fase stilistica all'interno della scuola romana. Esponente della cosiddetta Scuola Romana lavora sin dagli anni Trenta insieme a Scipione, Mafai, Pirandello e Fazzini, per proseguire poi su un percorso sostanzialmente autonomo. Durante la sua lunga carriera ha partecipato a tutte le edizioni della Quadriennale di Roma (a partire dalla prima, nel 1931) e a numerose edizioni della Biennale di Venezia. Nel 1956 alla XXVIII Biennale di Venezia, Roberto Longhi lo definisce il maggiore realista italiano vivente, riconfermando questa consacrazione storica nella presentazione alla personale del 1964, che allestisce a Roma nella Galleria La Nuova Pesa. Nel 1960 vince il Premio Marzotto e nel 1963 è nominato Accademico di San Luca. Pittore ed incisore ha visto la sua attività celebrata in un'importante antologica allestita nel 1985 alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Per la sua lunga attività di insegnante, parallela a quella artistica, è insignito della Medaglia d'Oro del Ministero della Pubblica Istruzione. Muore a Roma nel 1990.