Alessandro Bruschetti

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1910 Perugia - 1980 Brugherio
Si forma all'Istituto d'arte ed all'Accademia di Belle Arti di Perugia. Segue i corsi romani dell'Istituto per il Restauro nel 1932, venendo in contatto con Gerardo Dottori. Sempre in quel periodo, una delle sue prime opere, Dinamismo di cavalli viene notata da Filippo Tommaso Marinetti, che gli spalanca le porte dell'ambiente futurista.
Fu un eccelso restauratore e insegnante che, seguendo apparentemente il linguaggio aeropittorico del suo concittadino, il più anziano Gerardo Dottori, uno dei protagonisti del Futurismo, seppe invece dare un'impronta di originalità al suo linguaggio futurista. Tant'è che F.T. Marinetti in persona, vedendo il suo Dinamismo di cavalli dei primi anni Trenta, ne decretò l'ingresso nel suo movimento. La sua pittura d'avanguardia è intrisa di misticismo e lirismo come quella di Dottori per l'ambiente umbro-francescano comune alle due esperienze, ma l'analiticità, il nitore cromatico e formale bruschettiano si rivelano ben presto. Parteciperà al gruppo marinettiano a tutte le più importanti esposizioni in Italia e all'estero (Biennali di Venezia, Quadriennali di Roma, mostre a Berlino, Istanbul). Intanto, si era affermato come uno dei più qualificati restauratori d'Italia, dopo aver frequentato brillantemente a Roma la scuola superiore per il restauro cominciando anche a insegnare materie artistiche fra Umbria e Lombardia. Nel 1941, assieme al Dottori sottoscrive il Manifesto umbro dell'aeropittura. Trasferitosi a Brugherio, in Lombardia, propone una mostra antologica nel 1975, al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano.