Alighiero Boetti

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Torino, 1940 - Roma, 1994
Autodidatta, approda all'arte dopo aver abbandonato gli studi economici. A vent'anni comincia a dipingere. Studia e pratica incisione, sperimentando con materiali alternativi. Esordisce con una personale a Torino nel 1967 e partecipa a tutte le collettive del gruppo Arte povera, (Torino, Milano, Genova). Realizza opere utilizzando materiali come metallo, vetro, legno e cemento. Si susseguono a ritmo serrato le mostre: personali, a Milano, e collettive, a Roma, Bologna e Torino. A seguito di una serie di viaggi, elegge
l'Afghanistan come una seconda patria. A Kabul nasce il suo primo ricamo su tessuto e qui verrà realizzato il progetto dell'opera Mappa , il planisfero del mondo nel quale ogni nazione è tessuta con i colori della propria bandiera, conservata nel Castello di Rivoli. Inizia la realizzazione di ricami basati sulla quadratura di parole e frasi, come Ordine e disordine. Nel 1972 si trasferisce a Roma. Inizia a firmarsi "Alighiero e Boetti", compiendo così la quadratura del suo nome e cognome, che diventa di 16 lettere, e contemporaneamente il suo sdoppiamento simbolico fra sfera privata, il nome, e sfera pubblica, il cognome. Partecipa alla XXXVI Biennale di Venezia, ed espone con le due prime personali a New York. Nel 1978 è la volta della grande antologica dell'artista alla Kunsthalle di Basilea. Nel 1980 espone a New York, a Londra, alla Biennale di Venezia e a Tokyo per una personale, così come in altre gallerie italiane.