Gerardo Dottori

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1884 Perugia - 1977 Perugia
Nasce a Perugia nel 1884 e compie la sua prima formazione ai corsi serali dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” , mentre la mattina fa il commesso dall’antiquario e restauratore Mariano Rocchi. Nelle prime prove pittoriche denota attenzione alle istanze divisioniste, in rottura con gli insegnamenti accademici ricevuti. Diplomatosi nel 1906 si dedica all’attività di decoratore e si trasferisce a Milano dove approfondisce la conoscenza del divisionismo. Rientrato in Umbria scopre
la pittura en plein air e realizza l’importante opera Esplosione di rosso sul verde (datata 1910, ma in realtà del 1913). Aderisce alle istanze futuriste realizzando i primi studi di motociclisti, ciclisti, ritmi astrali, esplosioni nei quali esalta una visione dinamica e sintetica del movimento. Nel 1914 è fra gli organizzatori della memorabile Serata futurista tenuta al Politeama Turreno di Perugia alla presenza di Filippo Tommaso Marinetti. Al rientro dalla guerra riprende a dipingere e a contestare, anche attraverso scritti e giornali (è fra i fondatori del peridico “Griffa!”), il tranquillo clima artistico perugino. Marinetti presenta la sua prima personale a Roma: le opere di questi anni sono caratterizzate da una visione più dilatata e distorta del paesaggio come ne Il Lago, primo esempio di visione aeropittorica. Continua contemporaneamente a dedicarsi alla decorazione di ambienti (Bar Ricci, Perugia, 1923; Ristorante Altro Mondo, Perugia) e alla grafica con la collaborazione con l’editore Campitelli. Nel 1924 espone alla Biennale di Venezia; fra il 1926 e il 1939 è a Roma, dove si dedica all’attività giornalistica. La decorazione dell’Idroscalo di Ostia nel 1928, insieme al Trittico della velocità, segna l’affermazione dell’aeropittura. Nel 1932 partecipa alla Biennale di Venezia con l’opera Anno X che vinceil Premio del Ministero delle Corporazioni; con Enrico Prampolini è inoltre l’unico futurista a collaborare alla mostra per il decennale della Rivoluzione fascista a Roma. Nel 1939 rientra definitivamente a Perugia: insegna all’Istituto d’Arte, quindi Pittura all’Accademia di Belle Arti, divenendone direttore l’anno seguente. Alla fine del 1941 scrive il Manifesto umbro dell’aeropittura; dalla fine degli anni Quaranta si intensifica l’attività di decorazioni sacre e profane che realizza nella zona del Lago Trasimeno. La prima mostra personale del dopoguerra è del 1951 a Milano anno in cui è invitato alla prima mostra storica sul movimento d’avanguardia tenutasi a Bologna. Artista poliedrico si dedica alla ceramica, al disegno di mobili e di abiti futuristi; espone a numerosissime collettive soprattutto in Umbria. Nel 1957 dona al Comune di Perugia cinque suoi capolavori per costituire il nucleo della futura Galleria d’Arte Moderna e la città organizza una sua prima retrospettiva. Nel 1974 ha luogo la grande antologica di Trieste, in occasione dei suoi novant’anni. Muore a Perugia nel 1977
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