Giacomo Manzù

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Nasce a Bergamo nel 1908. Dopo un apprendistato presso alcuni artigiani, soggiorna per un breve periodo nel 1929 a Parigi quindi si stabilisce a Milano dove conosce Sassu e Birolli, che faranno parte con lui del gruppo "Corrente". Le sue prime opere in bronzo, affiancate dal disegno, dall'incisione, dall'illustrazione e dalla pittura, risentono del «primitivismo» allora molto diffuso e dell’influenza di Medardo Rosso. Tornato a Parigi, folgorato dalla lezione impressionista, abbandonò i rigidi schemi arcaicizzanti per inoltrarsi nella sviluppo di una sempre maggior sensibilità luministica con una profonda attenzione alla morbidezza plastica. Tra il 1938 e il 1939 inizia la serie dei Cardinali, ieratiche immagini in bronzo, dalla schematica struttura piramidale, seguita poi dal ciclo di bassorilievi in bronzo con le Deposizioni e le Crocifissioni (1939-1942), temi poi ripresi nel dopoguerra e riuniti sotto il titolo complessivo di Cristo nella nostra umanità, che nacquero dalla reazione alla violenza della guerra. Nel 1941 ottiene la cattedra di scultura all'Accademia di Brera. Fra il 1952 e il 1964 realizza la celebre Porta della Morte per la Basilica di San Pietro a Roma: i disegni preparatori, i numerosi bozzetti e la porta stessa costituiscono nell'insieme una ricca sintesi di tutti gli elementi ispiratori della sua opera e uno dei maggiori complessi artistici dell'arte contemporanea. Tra gli altri temi della copiosissima produzione di Manzù i busti-ritratto (tra i quali quelli di Inge, compagna e ispiratrice di numerose opere) ai nudi di bambine e di adolescenti sedute sulla sedia o in atto di danzare, a invenzioni più o meno scopertamente erotiche come i rilievi e i disegni raffiguranti l'Artista con la modella. Muore ad Ardea nel 1991.