Giovanni Stradone

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Stradone
Giovanissimo frequenta lo studio di Ferruccio Ferrazzi . Dopo un esordio pittorico in linea con le ricerche svolte dai "tonalisti", guarda con particolare interesse all'espressionismo di Mafai e soprattutto di Scipione. Caratteristico della produzione di questi anni è il tentativo di ridurre l'immagine a semplice movimento materico. Negli anni Quaranta, con una serie di disegni fortemente legati alla drammatica situazione del periodo, la sua inventiva artistica raggiunge una fase saliente. Nel 1942 espone con Monti, Gentili, Natili e Mazzacuratii e nel 1947 con Scialoja, Ciarrocchi e Sadun. In questa occasione Cesare Brandi conia per la prima volta la definizione dei "quattro pittori fuori strada", evidenziando l'originalità creativa del gruppo rispetto alla contemporanea arte italiana, troppo legata ad un lessico di tipo neo-cubista. Successivamente porta l'espressionismo alle estreme conseguenze formali fino a giungere alle soglie dell'Informale.
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