Jesus Herrera Martinez

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Alicante, 1976
La ricerca artistica di Jesus Herrera sembra ritrarre un tempo indefinito e sospeso. La visione fortemente concettuale di questo autore, si materializza attraverso un linguaggio estetico totalmente figurativo di stampo quasi rinascimentale. Il contrasto che scaturisce dalla coesistenza nella stessa ricerca di un aspetto retinale e di uno concettuale sfocia in opere incredibili in cui lo spettatore si trova continuamente a rimbalzare fra un registro estetico e uno intellettuale.
Quello che rapisce delle opere di Jesus sono l’eleganza e la naturalezza con cui questo contrasto viene gestito, derivanti direttamente dalla natura umana dell’artista: intellettuale finissimo, in scarpe da ginnastica e felpa con il cappuccio. Quello che spiazza è la sua capacità di trasformare un canone di bellezza antico in un linguaggio universale in grado di parlare delle vicende del presente e del futuro. Composizioni classiciste che parlano di realtà aumentata e intelligenze artificiali. Jesus si inserisce nel flusso della storia dell’arte come un viaggiatore del tempo in grado di dirigerne il corso per assecondare le proprie tesi, non a caso i suoi dipinti lo vedono spessissimo come intruso all’interno delle composizioni. Opere finissime studiate per essere tributi eccellenti alle più grandi menti della pittura in cui c’è sempre un elemento di dissonanza che le riporta al presente: pellicole di cellophane accanto a preziosi broccati, pagine di giornale in erbari medievali o autoritratti accanto a rappresentazioni della natività.
Vive e lavora a Copenhagen