Sergio Fermariello. Il guerriero e il suo simulacro

a cura di Demetrio Paparoni

Catalogo della mostra “Sergio Fermariello. Il guerriero e il suo simulacro”

La Galleria Russo inaugura venerdì 3 ottobre una mostra di Sergio Fermariello dal titolo Il guerriero e il suo simulacro. Progettata dall’artista per gli spazi della galleria, l’esposizione presenta opere inedite appositamente realizzate. Alcune di queste dialogano con lavori di Giuseppe Capogrossi, Lucio Fontana e Carla Accardi inclusi in mostra dallo stesso Fermariello a testimonianza di una sensibilità condivisa con espressioni artistiche del XX secolo che giungono ai nostri giorni sotto nuova veste.

Nel 1987 Fermariello comincia a tracciare con penna rapidograph a inchiostro di china moltitudini di figure stilizzate: nascono così i suoi inconfondibili guerrieri, sagome ridotte all’essenza e moltiplicate nello spazio della tela su campi di colore contrastanti. Questi primi lavori, che gli valgono il Premio Internazionale Saatchi & Saatchi per i giovani artisti, sono stati tra l’altro presentati nella storica galleria napoletana di Lucio Amelio.

La pittura di Fermariello è dominata dal segno, inteso come una sorta di scrittura, un alfabeto interiore che esprime il linguaggio dell’inconscio, nutrito di suggestioni e rimandi all’arte orientale. Sul piano formale, l’arte di Fermariello si inserisce nella tradizione dell’astrattismo segnico italiano degli anni Cinquanta e Sessanta, affiancando e sviluppando le ricerche di maestri quali Giuseppe Capogrossi, Lucio Fontana, Pietro Consagra, Arnaldo Pomodoro e Carla Accardi.

L’opera di Fermariello manifesta una malinconia vitale che, come sottolinea Demetrio Paparoni nel saggio che accompagna il catalogo della mostra, diventa forza propulsiva e strumento di indagine della memoria. Scrive Paparoni: “Il guerriero emerge come figura emblematica della condizione contemporanea, incarna simultaneamente l’idea del conflitto e quella della protezione della comunità. È sempre pronto al sacrificio e pervaso da quella pulsione di morte che si manifesta nelle tendenze distruttive dell’umanità”.

Intrisa di riferimenti filosofici, sociologici e psicanalitici, l’arte di Fermariello concentra il proprio messaggio in un guerriero simbolo di un individuo privato della possibilità di incidere in una società sempre più virtualizzata, dove la tecnologia avanza fino a sostituirsi progressivamente all’uomo.

Con circa venti opere, l’esposizione invita a una lettura tra forme, cromie ed equilibri compositivi essenziali per il suo linguaggio espressivo. I materiali prediletti dall’artista – tela, alluminio e pasta di marmo – danno a loro volta propulsione a un alfabeto segnico in continua evoluzione.