Margherita Sarfatti e l’arte in Italia tra le due guerre

a cura di Fabio Benzi

«Margherita Grassini Sarfatti fu una donna di straordinaria forza, raffinata cultura e autentica intelligenza»: grazie alla sua cultura determinata e cosmopolita, e a una sensibilità femminista ante litteram, Margherita Sarfatti sovvertì con serena determinazione i ruoli di genere del suo tempo, affermandosi come una personalità moderna e progressista.

La mostra Margherita Sarfatti e l’arte in Italia tra le due guerre, curata da Fabio Benzi, solleva il velo sulla collezione privata di una delle figure più influenti della cultura del Novecento. Il gusto artistico di Sarfatti privilegiò spesso artisti moderni e all’avanguardia, talvolta controversi ma sempre innovativi. Parallelamente alla sua attività di critica d’arte, ella costruì una propria raccolta attraverso un nucleo significativo di opere di Mario Sironi, Adolfo Wildt, Medardo Rosso, Umberto Boccioni e Gaetano Previati, accanto a lavori di artisti di epoche precedenti, in particolare degli esponenti della Scapigliatura milanese.

Tra le opere esposte figura anche uno dei maggiori artisti italiani del XX secolo, Giorgio de Chirico, rappresentato da un ritratto inedito del 1927 dedicato «alla gentilissima Signora Margherita Sarfatti».

La mostra presenta oltre cinquanta opere di artisti contemporanei vicini a Margherita Sarfatti, tra cui Mario Sironi, Umberto Boccioni, Filippo De Pisis, Corrado Cagli, André Derain, Alberto Salietti, Fausto Pirandello, Achille Funi e Pasquarosa, unica artista donna presente nel percorso espositivo.