Massimo Giannoni. Forme della memoria

a cura di Alberto Agazzani

La sede milanese della Galleria Russo ospita, con la curatela di Alberto Agazzani, la mostra
personale di Massimo Giannoni, artista che si contraddistingue per stile e tecnica del tutto
personali. Giannoni riproduce sulla tela i luoghi per eccellenza dell’isolamento e della meditazione
come le biblioteche e le librerie, ma al contempo affronta anche soggetti completamente diversi,
come le borse d’affari e le metropoli. Nelle biblioteche di Giannoni i veri protagonisti sono i libri,
inventariati dal rigore di un bibliotecario nelle biblioteche storiche oppure abbandonati e
disordinatamente sparsi per terra nelle anonime librerie in attesa di essere inseriti e catalogati in
un ordine solo apparentemente fisico, forse, ancora di più, mentale o esistenziale; templi solitari
dello spirito e della cultura che invitano alla meditazione e al silenzio, e che si alternano sulle tele a
quelle metafore per eccellenza caotiche della contemporaneità, come le borse d’affari, luoghi
colmi di luci, di voci, di presenze umane affaccendate in una corsa senza tempo. Il caos del
presente e il silenzio del passato sono uniti nel percorso dell’artista da una mano che destreggia la
forza e lo spessore della materia pittorica, addensando e scomponendo l’accumulo del colore, in
un flusso vitale dove anche il corpo cromatico sembra vibrare e respirare, spiegando il suo canto
più solenne. L’artista raccoglie e trasforma stimoli ed elementi della comunicazione di massa per
trovare un senso all’interno dei meccanismi della complessità attraverso un linguaggio antico e
articolato come la pittura. L’intento di Giannoni appare quello di dare concretezza alle immagini
che si accavallano in quella dimensione simultanea, di restituire una presenza fisica alla loro
immaterialità come se la realtà condivisibile potesse essere soltanto quella rielaborata, ponderata
e ricreata attraverso lo sguardo e la mano dell’artista. La forza di Giannoni risiede anche in questo, ù diversi e contraddittori.

Massimo Giannoni