LUCA DI LUZIO. GEOPITTURA

Si apre giovedì 27 maggio la mostra che la Galleria Russo dedica alle geografie immaginarie di Luca Di Luzio, circa ottanta opere suddivise in quattro sale, una per ogni ciclo delle “geopitture” che, dal 2013, sono al centro della ricerca del giovane artista romano.

I critici che dal 2013 seguono il lavoro di Luca Di Luzio concordano sul punto che il lessico geografico di bandiere e mappe utilizzato dal giovane artista romano non vada in alcun modo posto in relazione con l’arte di Alighiero Boetti, tanto per citare il più illustre tra i non pochi artisti post war suggestionati dall’iconografia della scienza nata con la missione di descrivere il mondo. Più che con i geopittori del nostro tempo, il variopinto atlante di Di Luzio appare predisposto al dialogo con la cartografia fantastica dei secoli in cui, sulle mappe consultate dai naviganti, i dati accertati si confondevano con quelli tramandati da antiche leggende in un intreccio del tutto affascinante.

Ripercorrendo gli ultimi otto anni della carriera di Di Luzio, l’esposizione racconta con chiarezza un artista più interessato a farsi demiurgo di un proprio universo che a raccontare quello corrente.