Duilio Cambellotti. Al di là del mare.

a cura di Francesco Tetro
24 luglio-30 settembre 2021

Chiesa di San Domenico, Terracina

L’intenso focus su Mario Sironi aperto a Milano, in occasione dei sessant’anni dalla morte dell’artista, da un’approfondita retrospettiva del Museo del Novecento si chiude alla Galleria Russo di Roma con la mostra “Mario Sironi. La poetica del Novecento. Opere dalle collezioni di Margherita Sarfatti e Ada Catenacci”. Curata da Fabio Benzi, la rassegna è caratterizza da un taglio di estremo interesse: le oltre settanta opere in

Si intitola Duilio Cambellotti al di là del mare la mostra che il Comune di Terracina ospita negli ambienti della duecentesca chiesa di San Domenico, splendida architettura cistercense bombardata durante la seconda guerra mondiale e finalmente restituita alla vita della comunità cittadina da un filologico intervento di restauro.    

Non casuale la scelta di inaugurare il nuovo spazio culturale con una mostra a cura di Francesco Tetrodedicata a Duilio Cambellotti, artista di vertice nel panorama artistico italiano della prima metà del ‘900, legato al territorio dell’Agro Pontino e, in particolare, alla città di Terracina da un rapporto profondo e di nodale importanza nella sua ricerca, come opportunamente messo in luce dalla rassegna.

Le ottanta opere e l’interessante repertorio di fotografie d’epoca messe a disposizione dall’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti costruiscono una mostra dall’andamento antologico che segue l’attività del poliedrico artista-artigiano dalla fine dell’Ottocento, l’epoca del suo esordio come disegnatore di manifesti teatrali e pubblicitari, alla fine degli anni ’40. Un lungo cammino nel corso del quale la sua torrentizia creatività viene assoggettata alla missione di produrre arte totale per tutti. Cambellotti si esprime nel campo delle arti applicate realizzando mobili, ceramiche e vetrate, è illustratore, incisore, grafico pubblicitario, scultore, scenografo, non pone limiti alle sue incursioni nel campo dell’arte. Sullo sfondo, il costante richiamo a una terra amatissima, la sua inesauribile fonte di ispirazione.

Francesco Tetro, curatore della mostra, sceglie di iniziare il racconto della sua carriera dall’incontro che cambierà la sua vita, quello con i paesaggi, la gente, gli animali e la storia del paludoso, malsano, affascinante territorio immediatamente a Sud di Roma, lungo il rettilineo della via Appia.