Roma, ottobre 2025 – Alla Sala Stampa della Camera dei Deputati – in occasione del cinquantenario della scomparsa di Pier Paolo Pasolini – è stata presentata la nuova iniziativa “Pasoliniana: Mostre, teatro e proiezioni a 50 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini”, promossa dal Presidente della Commissione cultura della Camera dei deputati in collaborazione con la Galleria Russo, per offrire un tributo articolato e intenso alla figura di Pasolini, capace di interpretare le contraddizioni della modernità trasformandole in poesia e visione. L’iniziativa fa parte di PPP Visionario, programma promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale. Sono intervenuti all’incontro l’On. Federico Mollicone, Presidente della Commissione cultura della
Camera dei deputati, l’artista Nicola Verlato, il direttore della Galleria Russo, Fabrizio Russo, e la storica dell’arte Cinzia Virno.
Al termine della conferenza, i partecipanti hanno avuto la possibilità di visitare l’esposizione dell’opera
“Assassinio di P.P.P. / Marlowe” (2016–2022, olio su tela, 200 x 300 cm) dell’artista Nicola Verlato, allestita nella Sala della Sacrestia del complesso di Vicolo Valdina.
L’iniziativa si articola in quattro tappe principali:
• 27 ottobre – 4 novembre: prima esposizione nella Sala della Sacrestia del complesso di Vicolo Valdina, Camera dei Deputati. L’esposizione sarà aperta al pubblico, visitabile dalle 11:00 alle 19:30, con ultimo ingresso alle 19:00, dal lunedì al venerdì.
• 5 – 21 novembre: proseguimento presso la Galleria Russo Archivi a Via Laurina 12, dove verranno esposte ulteriori opere di Verlato, in un percorso espositivo che mette in luce il mondo poetico di Pier Paolo Pasolini, così come emerge attraverso il suo dialogo con Ezra Pound. Un confronto in cui due spiriti affini, pur separati da differenti convinzioni ideologiche, si incontrano nel segno della letteratura. L’esposizione sarà aperta al pubblico dal martedì al venerdì, dalle ore 10:00 alle 19:30.
• 6 novembre: Al Maxxi alle 18.30 sarà proiettata la ripresa teatrale dello spettacolo “Pasolini/Pound. Odi et amo” di Leonardo Petrillo, sulla storica intervista rilasciata da Pound a Pasolini nel 1967 nella sua casa di Calle Querini a Venezia. Lo spettacolo è realizzato grazie all’Assessorato alla Cultura e Sport della Regione Friuli Venezia Giulia per il progetto “Pasolini 100” e prodotto in collaborazione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
• 12 novembre: Al Margutta Vegetarian Food & Art alle 18.30 ci sarà – con letture, interpretazioni teatrali e altre attività artistiche – un omaggio gratuito all’intellettuale, tra i più grandi del Novecento in Italia.
L’opera e la visione di Nicola Verlato
L’idea di rappresentare la morte di Pasolini si traduce, nel lavoro di Verlato, in un omaggio complesso e potente: il dipinto Assassinio di P.P.P. / Marlowe (2016–2022, olio su tela, 200 x 300 cm) combina forza espressiva, rigore formale e profondità simbolica. La solidità plastica dei corpi, con chiari riferimenti michelangioleschi, si integra con la costruzione scenica e i rimandi culturali e sentimentali dell’universo pasoliniano.
L’opera mette in scena la morte di Pier Paolo Pasolini attraverso un dialogo simbolico con la figura di
Christopher Marlowe. Pasolini è raffigurato nei panni del drammaturgo elisabettiano, ucciso da un amico in una locanda mentre attendeva un processo per blasfemia. Il riferimento a Marlowe nasce dall’identificazione che lo stesso Pasolini stabilì con il poeta inglese, come ricordato dal suo amico d’infanzia Giuseppe Zigaina.
Il monumentale dipinto fonde elementi manieristi e barocchi e organizza una corrispondenza tra due figure speculari, Pasolini e Marlowe, poeti e martiri laici, celebrati nel momento del loro sacrificio. Nel trasporre l’assassinio di Pasolini in un’altra epoca e in una diversa modalità di esecuzione, l’artista ne sottolinea la dimensione mitica e la valenza universale: “Voglio rappresentare il momento in cui le cose si spostano da un piano dell’esistenza a un altro, quello mitologico”, spiega Verlato.
Pasolini e Marlowe vivono nel dipinto due sacrifici paralleli che si rispecchiano e si amplificano a vicenda, come eroi di un umanesimo rinascimentale. La scena sospende il tempo, conducendo in uno spazio atemporale che appartiene all’eternità. È qui che arte e vita si incontrano, sul confine tra mito e realtà, restituendo una civiltà sepolta che attraverso l’arte torna a interrogare il presente.






